Chi partecipa a gare d’appalto pubbliche sa che le regole del gioco stanno cambiando. Accanto ai criteri tradizionali si è aggiunta una variabile che fino a pochi anni fa aveva un peso marginale, ma che oggi può fare la differenza tra aggiudicarsi una commessa e restare fuori: le direttive ESG, ovvero la sostenibilità ambientale dei lavori.
Per le imprese che operano con mezzi tradizionali a motore endotermico, questo cambiamento pone una domanda concreta: come adeguarsi senza stravolgere la propria organizzazione e i propri investimenti?
La risposta più efficace passa dal noleggio.
Cosa sono le direttive ESG e perché stanno entrando negli appalti pubblici
ESG è l’acronimo di “Environmental, Social and Governance“: tre dimensioni che misurano l’impatto complessivo di un’organizzazione, oltre i risultati economici. La componente ambientale (la E) riguarda le emissioni, il consumo di risorse, la gestione dei rifiuti e, nel contesto dei cantieri, le scelte relative ai mezzi e alle attrezzature utilizzate.
Nel mondo degli appalti pubblici italiani, il riferimento normativo principale è il Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), che ha rafforzato l’obbligo di integrare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle procedure di gara.
I CAM sono definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e stabiliscono requisiti specifici per diverse categorie di appalto: dall’edilizia ai servizi di pulizia, dalla manutenzione del verde alla gestione dei rifiuti. In molte di queste categorie, l’utilizzo di mezzi a basse o zero emissioni in cantiere è diventato un criterio esplicito di valutazione.
Il risultato pratico è che le stazioni appaltanti hanno oggi gli strumenti normativi per premiare le imprese che portano in cantiere mezzi elettrici e per escludere quelle che non soddisfano i requisiti minimi di sostenibilità previsti dal bando.
Come funziona il punteggio green nelle gare d’appalto
Nelle procedure di gara che adottano il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, oggi la modalità prevalente negli appalti sopra soglia, il punteggio complessivo si divide tra componente economica e componente tecnica.
È nella componente tecnica che i criteri ambientali trovano spazio, con un peso che varia a seconda del bando, ma che in molti casi incide per il 20-40% del punteggio totale.
All’interno della componente tecnica, i criteri ambientali si articolano su due livelli.
Il primo è quello dei requisiti minimi obbligatori: condizioni che l’impresa deve soddisfare per non essere esclusa dalla gara.
Il secondo è quello dei criteri premianti: elementi che assegnano punteggio aggiuntivo a chi va oltre la soglia minima, migliorando la posizione in graduatoria.
L’utilizzo di mezzi a zero emissioni in cantiere rientra tipicamente tra i criteri premianti. Nella pratica, questo si traduce in una dichiarazione, supportata da documentazione verificabile, che i mezzi impiegati nell’esecuzione del contratto sono elettrici.
Ogni mezzo elettrico dichiarato contribuisce quindi al punteggio tecnico dell’offerta, con un impatto diretto sulla probabilità di aggiudicazione in gare dove i competitor si giocano la commessa su pochi punti di differenza.
Il problema dei costi
Acquistare mezzi elettrici richiede investimenti iniziali superiori rispetto agli equivalenti endotermici, tempi di ammortamento che si misurano in anni e una pianificazione degli acquisti che presupponga un volume di lavoro prevedibile su quel tipo di attrezzatura.
Per le grandi imprese con cantieri stabili e flotte numerose, questo calcolo può risultare quantomeno sensato. Per le PMI, che rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese che partecipano agli appalti pubblici in Italia, costruire una flotta elettrica propria è spesso economicamente insostenibile.
Il rischio concreto è che le direttive ESG negli appalti, anziché incentivare la transizione, finiscano per avvantaggiare sistematicamente le imprese di maggiori dimensioni, le uniche in grado di sostenere gli investimenti necessari. È un rischio reale, ma non è inevitabile: la leva del noleggio lo neutralizza.
Il noleggio come leva strategica per soddisfare le direttive ESG
Noleggiare un mezzo elettrico per la durata di una commessa pubblica è una soluzione che risolve il problema alla radice. Il costo del noleggio è un costo variabile, imputabile direttamente alla commessa e dimensionabile sulla sua durata effettiva. Non richiede immobilizzazione di capitale, non genera ammortamenti, non espone l’impresa al rischio di obsolescenza tecnologica in un settore che sta evolvendo rapidamente.
Dal punto di vista della gara, il mezzo noleggiato ha lo stesso valore di quello acquistato: ciò che conta per la commissione è che il mezzo dichiarato nell’offerta sia elettrico e che venga effettivamente utilizzato nell’esecuzione del contratto.
La documentazione del noleggio (contratto, scheda tecnica del mezzo, attestazione delle caratteristiche di alimentazione) è sufficiente a supportare la dichiarazione in sede di gara e a resistere a eventuali verifiche successive.
Questo apre una prospettiva strategica concreta: un’impresa che non ha mezzi elettrici in flotta propria può costruire comunque un’offerta tecnica competitiva sui criteri ambientali.
Come? Semplicemente pianificando il noleggio dei mezzi necessari contestualmente alla preparazione dell’offerta. Il costo del noleggio diventa parte del computo della commessa, esattamente come qualsiasi altro costo operativo.
La flotta di mezzi elettrici Novital a noleggio
Novital mette a disposizione una gamma di mezzi elettrici a noleggio che copre le principali esigenze dei cantieri pubblici, dagli interventi in quota alla movimentazione di materiali:
- Le semoventi a pantografo e verticali elettriche sono la soluzione ideale per lavori in quota in ambienti chiusi o semi-chiusi: manutenzioni in gallerie, interventi in parcheggi interrati, lavori all’interno di edifici pubblici in esercizio. L’assenza totale di emissioni e i livelli sonori contenuti le rendono utilizzabili senza restrizioni anche in contesti particolarmente sensibili.
- Le semoventi a braccio articolato elettriche portano gli stessi vantaggi in contesti che richiedono maggiore flessibilità di posizionamento e raggi di lavoro più ampi. Sono particolarmente adatte per interventi in quota in aree urbane, su facciate di edifici pubblici o in prossimità di zone residenziali, dove i limiti alle emissioni sonore e atmosferiche sono più stringenti.
- I carrelli elevatori elettrici coprono le esigenze di movimentazione materiali in cantieri con superfici pavimentate, magazzini, aree di stoccaggio e contesti industriali. Silenziosità, assenza di scarichi e manovrabilità elevata li rendono la scelta naturale ogni volta che il lavoro si svolge in ambienti chiusi o in prossimità di persone.
- Le minigru elettriche completano la gamma per i sollevamenti in spazi ristretti o in contesti dove l’impatto acustico e ambientale deve essere minimizzato: cortili interni, centri storici, cantieri in adiacenza a strutture sanitarie o scolastiche.
Cogli l’opportunità dei criteri ESG
Le direttive ambientali negli appalti pubblici stanno ridisegnando le condizioni competitive del mercato. Per le imprese che sanno adeguarsi, rappresentano un vantaggio differenziale rispetto ai competitor che non si sono ancora attrezzati.
Per quelle che aspettano, il rischio è di trovarsi progressivamente escluse da una quota crescente di commesse pubbliche.
Il noleggio di mezzi elettrici è lo strumento più immediato e flessibile per trasformare questo cambiamento in un’opportunità concreta. Contatta il team Novital per una consulenza preliminare: partendo dalle caratteristiche della tua commessa, ti aiutiamo a identificare i mezzi più adatti e a costruire una dotazione di cantiere che supporti la tua offerta tecnica fin dalla fase di gara.